Fiore del deserto




40cmx65cm

2011


5x5 mm
2011

Petit Nocturne



20x20 cm

2011

Nocturne



40x40cm

A





18x24cm
"A"

2011

Triptyque tdf





30x30cm
trittico
2011

Self-portrait with bandaged ear






100x100cm

self-portrait with bandaged ear

autoritratto con orecchio bendato

2011

CONSTELLATION TN






















Performance ed installazione tessile
sabato 24 settembre · 19.00 - 22.00

Piazza XXIV Maggio Milano
sotto l'arco




La Performance in cui Thomas De Falco coinvolge attivamente ventidue soggetti tra modelli professionisti e persone comuni,selezionati in base ai differenti canoni estetici per interpretare scultura tableau-vivant.

L'obiettivo dell'artista è quello realizzare un blocco scultoreo in cui le diversità fisiche ed estetiche dei diversi soggetti coinvolti nel tableau-vivant,le singole sensibilita' e fragilita',si perdano via via che la scultura cresce e aquistino un nuovo significato nella (costellation) finale generata dall'atto del tessere.

Una scultura Tessile di ampie dimensioni (circa 30X5mt),
prevalentemente di colore bianco,realizzata attorno e sui corpi dei ventidue modelli.
la scultura è realizzata interamente con lana,cotone e corda dall'artista tramite tessitura.
l'opera è costituita da nodi ed intrecci realizzati con l'originale tecnica del Wrapping,caratteristica dell'artista ,utilizzata precedentemente in numerosi lavori.

COSTELLATION TN ,in Memoria di Tom Nicon,Mostra allo spettatore le derive attuali dei canoni di perfezione e omaggia una bellezza scevra di pregiudizi e orpelli nella sua sublime primordialita'

testo Victoria Genzini
foto Agnese Mazzenzana
Comune di Milano
2011

YOUTUBE : Thomas De Falco Constellation tn

Fillide





Aprile 2010

Fellide di Thomas De Falco

Foto Guido Taroni



in tre differenti pose e scenari,tre scatti complementari tra loro e strutturati come un iter che mette a nudo , metaforicamente e letteralmente , una donna agee’, e che ci mostra, attraverso i suoi tre profili, diversi modi di esprimere la sua maturita’.
L’artista sembra quasi inconsciamente voler riportare con il suo trittico la figura e il ruolo materno ai suoi elementi piu naturali e istintivi, celebrandone la forza e il senso di responsabilita’ contrapposti all’ indole fragile e delicata della donna. Non a caso l’artista ha voluto dare a questo percorso il titolo Fillide, dal greco phyllon, traducibile con foglia, petalo.
Andando quasi a scimmiottare uno scatto di moda, la prima immagine con il suo indistinto pallore di sfondo ci inganna,incantando lo spettatore con la sua atmosfera onirica e trasognata . I wrapping di seta che tengono la modella ancorata a terra sembrano innocue decorazioni, il suo volto , dagli occhi chiusi e dai lineamenti distesi non tradisce angoscie di sorta.

Il secondo scatto, in contrapposizione con la frivolezza e la superficialita’ della foto precedente, ci pone di fronte ad una presa di coscenza da parte della modella , la cui dignita’ nel posare richiama alle immagini delle donne appertenenti alle tribu’ native americane . le labbra serrate e la severa fierezza del volto lasciano intendere quanto l’eterna, atavica, attrazione che lega indossulibilmente la donna contemporanea con la primordialita’ della figura di Madre Natura, sia un topos tutt’ora misterioso e indecifrabile.

Il cerchio si chiude nella terza immagine, con la presenza preminente ed enigmatica dei wrapping di seta che, dalla nuca al collo, paiono sostenere la donna. Come anche nella seconda foto, lo sfondo ,una parete in cemento che mostra segni di invecchiamento, conferisce di riflesso anche alla modella un aurea di saggezza empirica. L’opera sembra non volerci soddisfare appieno, lasciandoci con un interrogativo : i wrapping, le costruzioni tessili, sostengono o piuttosto mainpolano la donna?

Victoria Genzini
www.thomasdefalco.com

The Lock





Marzo 2011
Lock di Thomas De Falco
photo by Guido Taroni
model Mercedes Alves

Lock....
Blocco
La Bellezza è resa prigioniera dalla stessa Natura nella sua duplicità: benigna/matrigna.
Angela Manzillo





Viviamo tempi in cui la ditattura dell’ immagine va assumendo un ruolo sempre piu dispotico.
L’ opera dell' artista Thomas De Falco , ‘ The lock’, il lucchetto, pone l’accento sull’ eterna questione dell’effimera natura della bellezza umana soggetta al deterioramento provocato dal tempo che scorre e la conseguente frustrazione causata dall impossibilita di raggiungere il modello imposto dai media. L’ artista cinge, quasi nascondendo, il corpo e il volto della modella in un viluppo di tentacoli (tessili) e nodi, che paiono voler preservare la bellezza del soggetto dalla decadenza.
L’inquietudine che traspare dall’ immagine di questa donna, costretta in un abbraccio con l' inesorabilita , da adito a riflessioni su come talvolta l’ utopica ricerca di una bellezza ideale, puo portare ad uno svilente rifiuto del proprio corpo.

Victoria Genzini

TDF

thomasdf@libero.it

92sm



40cmx40cm

Dicembre 2010

commiato



60cmx21cm

Dicembre 2010

Commiato





Thomas De Falco Novembre 2010
foto by Anibaltaro Michibata

SMN


80x100cm
ottobre 2010
Simone Marchetti
TDF
Non esistono confini non valicabili.
il silenzio, mi vien da dire . potrebbe.
ma non se poi il pensiero.e il pensiero c'è anche su questo muro,
bianco sfondo alla mia voce incollata dopo un ritaglio calzante

mi spoglio così della vana sicurezza di venire a capo alla mia vanità che giocosa e fluttuante si disperde per poi essere ritrovata aldilà del labile limite della fantasia.

è aldilà del dove che tutto è concesso.
attraverso la parola la voce si dispiega nel volo silenzioso e
scontra la vita
ma al risveglio c'è di nuovo vergogna

un ritornello infinito

se parlando al lupo cappuccetto cadesse non si rialzerebbe mai più.
comincerebbe a ridere e per riparare, avvinta dall'inspiegabile paura, amerebbe dolce il suo divertimento. intimamente fiera

guardando il lupo negli occhi per specchiarsi nella paura
il dolore le scivolerebbe addosso come cosa scontata.
volterebbe lo sguardo e darebbe l'ultimo bacio al vuoto

non andrebbe dalla nonna, cappuccetto, ma tornerebbe a casa.
dormirebbe e l'indomani uscirebbe con la sola intenzione di acquistare un cappotto nuovo. LARA CERLIENCO

Tom Nicon


35cmX40cm
Giugno 2010
(love&light)
_alone
_we looked into silence
TDF

Quest’opera vuole rappresentare per l’artista un viaggio silenzioso nei percorsi dell’inconscio umano dove l’equilibrio tra razionale ed emozionale è minacciato dagli effetti provocati dalla realtà esterna. Tutto ciò risulta evidente nell’utilizzo dei materiali, dei colori e della forma. La canapa grezza aggrovigliata e ruvida è segno della cruda realtà sociale, dalla quale con “forza”cercano di fuoriuscire dei fili di seta, preziosi e di colore rosso come SANGUE e VITA . Evidente è il bianco,principio d’ispirazione all’opera, segno di purezza e giovinezza sporcato da un gesto estremo. Tracce di blu sono la nobiltà d’animo, qualità rara ma ancora reperibile in alcuni individui. IL nodo marrone che stringe e tiene insieme il tutto,è colore della terra fertile dalla quali si schiudono germogli di libertà.
Dai contrasti: ALONE
ANGELA MANZILLO

( i )





60x60cm
Agosto 2010
tecnica mista
( ferro,cotone,seta.yuta,tela)

TDF



TDF

-Alone
-we looked into silence
-close to you
-fear
-his body
-he stood up
-emptiness
-love

Rivolgo il resto di me in senso antiorario. Procedo. Torni senza tempo . Si tratta di fingere per un attimo di non potersi ascoltare e burlarsi dunque dei curiosi e inetti sguardi spettatori del mio niente , fatto di giornate che trascorrono dilatandosi nel mezzo e restringendosi alla fine, sbucando in quella successiva, come scivolando da una porticina all’altra stanza identica alla precedente. Una parete polverosa è il mio equilibrio, se loro potessero almeno intuire qual genere di proiezioni il mio sguardo sia costretto a subire . Quattro angoli senza finestre. Immagino che se potessi osservare la struttura dall’alto non apparirebbe altro che una fila di porticine intervallate tra loro da bianche e sottili pareti. Se si disponesse della possibilità di sfruttare questa prospettiva in ogni momento, mi dico, non si proverebbe tuttavia il timore, in certi casi convincente, dell’eventuale interminabilità di tale successione di vuoto. Si vedrebbe la fine, dall’alto si intuirebbe l’inevitabile mutamento che interrompe e propone il nuovo ritmo ad ogni presunta costante. Ma mi vogliono sazio, disinvolto a perlustrare nel mondo del significato in cerca di senso .A questo la tua assenza mi costringe, a restare. Nella paura di non esserne in grado, di non essere dotato del genio necessario a sostener la mia parte assegnata dalla tua assenza, proverò a liberare dall’abitudine i significati. Così ti ascolto e scegliendo di fidarmi finalmente mi ritrovo.
LARA CERLIENCO
Milan -Paris
Luglio 2010

"Sacra Conversazione" TDF




"Sacra Conversazione" di Thomas De Falco Paris Giugno 2010 concorso artistico (Primo premio)Paris
models:Elisabetta Genoni ,Mercedes Alves
photo by Anibaltaro Michibata
I rapporti tra madre e figlia sono una delle cose più intricate che esistano. Thomas li chiama "sacri", forse per esprimere quel misto di mistero e di aspettative che racchiudono. In un certo senso, rappresentano la trasmissione della vita, quindi della creatività. Il loro opposto è la morte, quindi il blocco, il buio. Nell'opera "Sacra conversazione", il legame tra madre e figlia sembra seguire la seconda strada, sembra interrompersi. Il genitore è ritto in piedi, guarda il muro, dà le spalle al pubblico e sembra dire no. La ragazza invece è piegata, ha gli occhi chiusi e sembra raccogliere il sangue che le scorre dalle ferite.
Non è morta e non sta per morire. Anzi è viva e, a soppressa, la sua sofferenza diventa un abito rosso fuoco, un'acconciatura, un abbellimento.
La trasmissione della creatività, quindi, non avviene solo da madre a figlia, ma dalla cognizione del dolore e dalla emancipazione da se stessi (e quindi dalla propria madre).
In questo c'è una sacra conversazione: ovvero, un discorso con se stessi, col proprio vissuto, con le proprie paure, persino con la mancanza della madre. Una sorta di monito a raccogliere i no, il dolore, il sangue, la fatica, la solitudine. Per farne un abito che sia nostro. Solo nostro. Praticamente, una nuova creazione.
SIMONE MARCHETTI